VIGNETI E CANTINA

Dove il bosco lascia spazio alla vite, in un territorio ancora incontaminato, si arrampicano sulle ripide colline i vigneti di Serre, che godono di una zona climatica favorevole alla viticoltura, ad un’altitudine media tra i 300 e i 500 s.l.m.

La tradizione contadina ha sempre previsto la coltura della vite, alternata a quella delle castagne, quì denominate “marroni” e all’allevamento del bestiame.
Lo testimoniano le centinaia di casette sparse tra i vigneti, denominate “Staul” (stalle), dove le bestie si riposavano dal pascolo diurno.

Era un ciclo di produzione completo: le bestie venivano alimentate con il fieno, ma anche con ciò che rimaneva dalla raccolta dei “marroni”; con il letame dei bovini si arricchivano i terreni dei vigneti; mentre con i sassi che venivano tolti dal vigneto si costruivano le casupole (staul) per riparare le bestie e riporre gli arnesi.
L’ambiente è rimasto quello di un tempo, per via della ripidezza dei terreni e l’alternarsi dei boschi.

Il viticoltore convive nei propri vigneti incontaminati con animali di tutti i generi: tassi che scavano la terra alla ricerca di insetti o vecchie castagne, cervi e caprioli che alcune volte intralciano le attività, così come gli uccelli che beccano le uve.
Non è raro incontrare perciò degli improvvisati spaventapasseri!

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